Quali sono i “motivi segreti” che stanno sotto gli incontri, i sodalizi, le amicizie, progetti e sfide condivise? Sotto le ragioni evidenti ci sono delle trame imperscrutabili per noi pure, che di quelle trame siamo i personaggi? Boh: io farei conto di sì, anche se non fosse vero. In effetti qui si parla di un amore artistico, di un’amicizia e di un sodalizio.
Accade oggi tra duemanosinistra e born in berlin, brand (di grido qui da noi) di alternative fashion, atelier per pionieri delle nuove tendenze e laboratorio di visioni possibili vestite sui corpi, fondato un lustro fa in una camera per topi (così simile a qui, alla finestrella sul mondo da cui vi scrivo) dalle berlinesi Judith Hohnschopp e Julia Buttkewitz.
In effetti Berlino è il posto in cui, se guardi nel flusso, puoi vedere quello che succederà a breve, a macchia d’olio : nei linguaggi, nell’Arte, nella comunicazione, nel trend. O forse non succederà un bel niente, perchè la città produce e mastica il nuovo per necessità, ancora al di qua della mercificazione, come un campo sempre concimato a nuovo, senza troppo badare al resto. Berlino è un ventre sotto il cielo, una creatura aperta ma selvatica, comunque impossibile da ridurre in cattività. Qui giovani ravers, istoriati di ferramenta in ogni buco possibile, hanno chiacchierato sulle carrozze della metro con vecchiette reduci nel bene (o nel male) dei regimi. Qui si vedono per le strade nuove forme di vita (associative, sociali, artistiche, edonistiche) e nessuno ha nulla in contrario, nessuno giudica nessuno. Qui Julia, Judith e Simone di born in berlin tornano periodicamente a posare i loro occhi sulla folla, sui tetti, su coloro che sospirano dietro i portoni: gli basta guardare per capire in che direzione andranno le prossime collezioni (mi piace pensare che un giorno nascerà una canzone o un disco di duemanosinistra (!) – come una ripresa d’ambiente – dentro all’odore di Berlino, dentro alla sua influenza; ma in fondo quanti illustri precursori: Reed, Bowie, Cave sono solo alcuni). Qui si sbatte contro una nuova concreta idea di spazio pubblico, in una specie di gabbia spontanea, dove convivono autenticità e ribellione. Qui proprio qui, nella città-simbolo delle gabbie del regime e della DDR.
Beh, a proposito di ragioni profonde, autenticità e ribellione sono i fuocherelli che ho voluto accendere dentro ad “intimo rock”, opera prima di duemanosinistra, ma anche proposta di genere e piccola rivoluzione che invochiamo sempre dentro di noi, condizione che ci appartiene come una pelle e che vorremmo deflagrasse il più possibile le nostre gabbie (e se non ci fossero gabbie da divellere contro cosa dovremmo ribellarci?)
Finiamola qua. Dunque di che si tratta? Che si mettono a fare duemanosinistra e born in berlin? Presto anteprima assoluta del progetto pilota borninberlin/duemanosinistra.
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